INFORMAZIONI SULLA ECOGRAFIA OSTETRICA

SIEOG

(Società Italiana di Ecografia Ostetrico-Ginecologica)

Edizione 2006

 

CHE COSA È LECOGRAFIA?

 

L’ecografia è una tecnica che consente di vedere gli organi del

nostro corpo con l’utilizzo di onde sonore ad alta frequenza

(ultrasuoni, non udibili dall’orecchio umano) che attraversano

i tessuti. Il principio è lo stesso usato dai sonar delle navi

per localizzare i sottomarini. In pratica l’ecografo funziona così:

la sonda posta sull’addome materno invia impulsi di onde sonore

nel corpo. Queste onde sonore in parte vengono riflesse

dalla parete addominale e dalla parete dell’utero creando echi.

Quando le onde sonore arrivano al feto mandano altri echi:

tali echi (o onde di ritorno) sono trasformati in immagini sul

monitor dell’ecografo. Con l’ecografia è quindi possibile osservare

in modo dettagliato il feto.

 

PERCHÉ FARE LECOGRAFIA IN GRAVIDANZA?

 

Le ragioni più comuni per cui si esegue una ecografia in gravidanza

sono: determinare il numero degli embrioni o dei feti,

visualizzare l’attività cardiaca fetale, determinare l’epoca di gravidanza,

valutare l’anatomia e la crescita fetale, determinare la

posizione del feto.

 

CHE COSA SI VEDE CON LECOGRAFIA?

 

Nei primi mesi di gravidanza, con la misura della lunghezza

del feto, è possibile valutare se lo sviluppo corrisponde all’epoca

di gravidanza valutata in base alla data dell’ultima mestruazione,

il numero dei feti e la presenza dell’attività cardiaca.

Dal secondo trimestre si effettuano le misurazioni della testa,

dell’addome e del femore, ed i valori di tali misure vengono

confrontati con quelli delle curve di riferimento. Si può così

valutare se le dimensioni del feto corrispondono a quelle attese

per l’epoca di gravidanza. In questo stesso periodo si visualizzano

la sede di inserzione placentare, la quantità di liquido

amniotico ed alcuni organi.

 

E’ POSSIBILE RILEVARE CON LECOGRAFIA ANOMALIE FETALI MAGGIORI?

 

La possibilità di rilevare un’anomalia maggiore dipende dalla

sua entità, dalla posizione del feto in utero, dalla quantità di

liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna;

perciò è possibile che talune anomalie fetali possano

non essere rilevate all’esame ecografico. Inoltre alcune malformazioni

si manifestano tardivamente (al 7°- 9° mese) e perciò

non sono visualizzabili in esami precoci. L’esperienza finora

acquisita suggerisce che un esame ecografico routinario, non

mirato, consente di identificare dal 30 al 70% delle malformazioni

maggiori. Non è compito dell’ecografia la rilevazione delle

cosiddette anomalie minori.

 

L’ECOGRAFIA È INNOCUA PER IL FETO?

 

Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre 30

anni e non sono stati riportati effetti dannosi, anche a lungo

termine, sul feto. Per tale ragione, con le procedure oggi adottate,

l’uso diagnostico dell’ecografia è ritenuto esente da rischi.

Si sottolinea che l’esame ecografico consente di identificare dal 30 al 70%

delle malformazioni maggiori e che pertanto, per i limiti intrinseci

della metodica, è possibile che alcune anomalie anche

importanti non vengano rilevate con l’ecografia.

 

 

 

 

Revisione 2 novembre 2010